Agroclima

Agroclima offre invece un punto di vista diverso, basando le proprie informazioni non su una previsione fisica dello stato dell’atmosfera, ma su una analisi statistica della climatologia del territorio, individuando in particolare le anomalie termiche e pluviometriche. Queste vengono espresse con diversi indici (sommatoria termica, piogge cumulate, etc.) di interesse agronomico in quando direttamente correlabili con le risposte vegeto produttive delle coltivazioni. Il termine anomalia indica la differenza esistente fra la stagione in corso (in termini di regime termico e pluviometrico) e la stagione media, frutto della media climatologia di serie storiche registrate nel corso degli ultimi 30 anni. In questo modo gli operatori possono farsi una idea oggettiva sullo stato della stagione in corso rispetto a quanto mediamente si verifica nella zona (stagione più calda o fredda, più piovosa, con piogge più intense, etc.). Dal confronto dello stato della coltura con quanto riportato nella sezione è possibile avere un quadro di supporto alle decisioni (ad esempio se la sommatoria termica risulta più alta della media è possibile attendersi un anticipo della produzione, se la stagione mostra una maggiore frequenza di precipitazioni è lecito attendersi una maggiore presenza delle più comuni crittogame), che di anno in anno può divenire più accurato, migliorando la comprensione delle interazioni che caratterizzano il sistema colturale (pianta, suolo, atmosfera) e della scelte delle più idonee tecniche colturali (irrigazione, fertilizzazione, etc.)