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| L'uomo può essere soggetto a
situazioni caratterizzate da disagio fisiologico, in seguito a condizioni
termoigrometriche sfavorevoli, tanto durante la stagione calda che nel
corso di quella fredda.
I normali processi di termoregolazione cutanea sono stimolati dalle condizioni termoigrometriche ambientali, le quali sono in grado di provocare sui singoli individui sensazioni soggettive di benessere o disagio fisico e psichico, che dipendono essenzialmente da alcuni parametri meteorologici, quali temperatura, umidità e intensità del vento. Nelle calde giornate estive, il corpo umano, per mantenere la sua temperatura corporea entro i limiti fisiologici, deve necessariamente cedere verso l'esterno parte del calore metabolico prodotto. Quando i valori di temperatura ed umidità dell'aria sono molto elevati, i processi di termoregolazione risultano ostacolati e si manifestano, con alte probabilità, patologie da calore, quali crampi, spossatezza e colpi di calore. Al contrario, nelle giornate invernali fredde ed umide, le basse temperature e le goccioline d'acqua in sospensione nell'aria, sottraggono calore all'organismo umano esponendolo a patologie da raffreddamento. Per valutare e descrivere oggettivamente le condizioni di benessere o di disagio fisiologico dell'uomo in conseguenza all'andamento climatico, è possibile ricorrere a degli indici biometeorologici, "Indici di Disagio", che possono essere calcolati utilizzando alcuni dei parametri rilevati direttamente dalle stazioni meteorologiche.
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